Sylvano Bussotti pratica la pittura da bambino piccolissimo, certamente prima d'intraprendere lo studio della musica e del violino, studi regolarmente iniziati nella prima infanzia, ma poco dopo, quasi conseguentemente alle frequentazioni, nell'ambito familiare, di numerosi e valenti musicisti che si esibivano, in privato e durante pubbliche manifestazioni, come solisti, maestri, virtuosi.
Renzo, il fratello maggiore, di Sylvano, entrambi guidati dall'esempio del giovane zio materno Antonio Zancanro, detto Tono, figlio di operai e contadini le cui amicizie contavano pittori, letterati, poeti e soprattutto musicisti; Tono per primo ebbe veloce notorietą come pittore.
E la pittura fu per Sylvano spettacolo quotidiano; il padre Gino praticava l'acquerello sistematicamente come svago dall'occupazione, modestissima, d'impiegato comunale.
Viene pubblicata nel 1942 una edizione del
Pinocchio con la copertina disegnata da Sylvano appositamente. Matite, gessetti, bottiglie d'inchiostri colorati e china nera erano sempre a disposizione; pił raro veniva l'uso di pennelli, olio, tubetti di colore da stendere su tavola, cartone o tela preparata, anche grezza; materiali costosi oppure poveri, trovati nell'ambiente aperto, da bottega all'antica. In genere andava escluso il cavalletto, preferendo tavoli da cucina ingombri e affollati attorno.
L'occasione per esporre, a Firenze soprattutto in luoghi suggestivi, assai frequentati e centrali, non tarderą. Vere e proprie gallerie seguiranno. Padova, Venezia, pił tardi Roma.
Aix-en-Provence, poco prima di Parigi, le aperture internazionali. Presto anche una delle due Berlino. Si pubblicano spesso cataloghi e appaiono riproduzioni su libri d'arte.
Parecchio tempo dopo l'attenzione per la pittura di Sylvano Bussotti ritornerą in un piano che non appare secondario. E' un uomo, giovane ancora, quando lo inviteranno Musei per esposizioni dove anche se la musica ne porge l'occasione, i dipinti non figurano a lato ma vengono al centro dell'attenzione.